La Processione dei Misteri

La Processione dei Misteri di Trapani

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Transito dei Sacri Gruppi dei Misteri, visibile dai balconi, di via B.S.Pepoli, della nostra struttura.


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Parlare della Processione dei Misteri è parlare dell’anima stessa di Trapani. Da oltre quattro secoli il Venerdì Santo a Trapani vive di questo rito misto di religiosità, cultura, tradizione e folklore. Gli odori, i suoni e le immagini di questi momenti rimangono impressi come un marchio a fuoco nel cuore di chi si accosta da partecipante o da semplice spettatore a ques’evento che coinvolge gente di tutte le età e nazionalità.

 

Rito che affonda le proprie radici negli anni della dominazione spagnola a Trapani, la Processione dei Misteri consiste nella rappresentazione dei momenti salienti della Morte e Passione di Nostro Signore Gesù Cristo attraverso diciotto Gruppi Statuari e due Simulacri realizzati da abili artisti trapanesi.

 

Giovanni Matera fu il primo ad intraprendere la peculiare tecnica di realizzazione delle statue, la quale consisteva nel costruirne l’anima in legno e nello stesso materiale scolpirne i volti, gli arti e le parti sprovviste di vesti, realizzate in tela e colla di coniglio e modellate su strutture in sughero secondo l’antica tecnica trapanese detta carchèt.

 

La configurazione scenografica dei Misteri sembra rimandare proprio al passato spagnolo di Trapani, come si può notare dalla fattura delle vesti. Interessanti i pennacchi piumati, che in alcuni Gruppi sono stati sostituiti nel tempo da equivalenti in argento. I personaggi prendono spunto da uomini comuni dell’epoca di realizzazione delle statue.

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Le statue sono fissate su basi lignee dette “vare”, anch’esse realizzate dagli artigiani trapanesi e alcune intagliate con le raffigurazioni di putti, simboli del Ceto (Maestranza) di appartenenza o vedute di Trapani. Ogni vara è impreziosita da una “manta”, copertura realizzata in velluto nero sul quale è ricamato il nome del Ceto d’appartenenza o il nome del Gruppo Statuario.

 

Caratteristica di questi Gruppi sono gli ornamenti in argento che vanno ad arricchire la bellezza dei Gruppi. Tali ornamenti vennero commissionati dalle Maestranze sin dai tempi dei primi affidamenti e furono realizzati anch’essi da artigiani trapanesi.

 

Quindi a rendere ancor più pregiati e preziosi nei minimi dettagli i Sacri Gruppi sono questi ornamenti in argento e, tavolta, anche in oro o corallo, come pugnali, aureole, cuori trafitti, pennacchi e corone di spine, che con il luccichio spiccano tra i colori dei Misteri.

 

Legato a questo elemento fondamentale della rappresentazione dei Misteri è il rito della “Vestizione”, tanto atteso dai più appassionati, poiché è proprio in quel momento che ci si rende conto che il giorno atteso da tempo si appresta a sorgere. A tale rito prendono parte i Consoli dei vari Gruppi, che durante tutto l’anno hanno custodito con grande cura i preziosi ornamenti.

 

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La realizzazione dei primi Gruppi Sacri fu commissionata dalla Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo, i “Rossi” (istituita nel 1602 da Marquez e Galluzzo) agli artisti trapanesi del tempo.

 

La Confraternita di San Michele, i “Bianchi”, la quale aveva già la sua sede presso l’edificio annesso alla chiesa di San Michele, con l’arrivo dell’ordine dei Gesuiti a Trapani venne ospitata nella chiesa di Santo Spirito, in cui aveva sede la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo: occasione che portò al sodalizio tra le due Confraternite.

 

Con il procedere del tempo e con esso le varie difficoltà incontrate, la cura dei Gruppi Statuari venne affidata alle varie Maestranze della città, ognuna delle quali si occupava del proprio “mistere” e del suo trasporto in Processione.

 

Ancora oggi, a distanza di secoli, ogni Gruppo è affidato a un Ceto:

 

  1. I.La Separazione, o ‘A Spartenza: Ceto degli Orefici
  2. II.La Lavanda dei piedi: Ceto dei Pescatori
  3. III.Gesù nell’orto del Getsemani: Ceto degli Ortolani
  4. IV.L’Arresto: Ceto dei Metallurgici
  5. V.Caduta al Cedron: Ceto dei Naviganti
  6. VI.Gesù dinanzi ad Hanna: Ceto dei Fruttivendoli
  7. VII.La Negazione: Ceto dei Barbieri e Parrucchieri
  8. VIII.Gesù dinanzi ad Erode: Ceto dei Pescivendoli
  9. IX.La Flagellazione: Ceto dei Muratori e Scalpellini
  10. X.L’incoronazion di spine: Ceto dei Fornai
  11. XI.Ecce Homo: Ceto dei Calzolai e Calzaturieri
  12. XII.La Sentenza: Ceto dei Macellai
  13. XIII.L’Ascesa al Calvario, o ‘U Signure ca cruce ‘ncoddo: appartiene all’intero popolo
  14. XIV.La Spogliazione: Ceto dei Tessili e Abbigliamento
  15. XV.La Sollevazione della Croce: Ceto dei Falegnami, Carpentieri e Mobilieri
  16. XVI.La Ferita al costato: Ceto dei Pittori e Decoratori
  17. XVII.La Deposizione, o ‘U Signure ‘no linzolo: Ceto dei Sarti e Tappezzieri
  18. XVIII.Il Trasporto al Sepolcro: Ceto dei Salinai
  19. XIX.Il Sepolcro: Ceto dei Pastai
  20. XX.L’Addolorata: Ceto dei Camerieri, Cuochi, Cocchieri, Autisti, Baristi, Pasticceri, Albergatori, Ristoratori Ed Affini

 

L’atmosfera della Processione dei Misteri è il risultato di un’armonia tra la più alta spiritualità e il pathos più straziante. Risultato al quale danno un notevole contributo le “musiche ‘ri Misteri”, le marce funebri che accompagnano la Processione nel suo snodarsi per le strade trapanesi e marcano il tempo del passo peculiare dei portatori, l’annacata.

 

 

Testo : M.Teresa Spanò 

.Via Garibaldi